Questo è il post che spero di pubblicare stasera ad urne transalpine chiuse…

maggio 7, 2017

Oggi, in Francia, Emmanuel Macron è stato eletto Presidente della Repubblica.

Gli schieramenti in campo erano chiari e chiaramente definiti: la linea di demarcazione non era più quella delle categorie politiche novecentesche, la visione sul lavoro o sulla redistribuzione dei redditi, ma l’atteggiamento da tenersi nei confronti delle sfide del cambiamento: Le Pen ha proposto la chiusura e le frontiere, Macron l’apertura e l’Europa.

Sono contento che il popolo francese abbia scelto Macron. Scegliere l’apertura vuol dire avere il coraggio di accogliere nuove sfide, affrontare l’incertezza del cambiamento e mettere in discussione assetti e posizioni consolidate nei decenni: certamente non è la strada facile, ma è quella giusta.

Affascinato, ho osservato, in questi giorni, i contorsionismi di chi, nel disperato tentativo di non interrompere il lisciamento di pancia degli italiani, non ha espresso la propria posizione con la scusa della sovranità del popolo francese… e ci mancherebbe altro.

Divertito, ho ascoltato il silenzio di chi proclamandosi cattolico liberal cuneese, benché spaventato dall’ipotesi di novelle Stalingrado, non ha esplicitato la propria preferenza per Le Pen.

PS: PROSEGUO LA GIORNATA A DITA INCROCIATE

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