L’Europa è dei giovani

marzo 25, 2017

Proprio alla vigilia delle celebrazioni per i sessant’anni della firma del Trattato di Roma, simbolo della nascita dell’Unione Europea, è arrivata la notizia di un nuovo attacco terroristico. Questa volta è successo a Londra, proprio davanti al Parlamento, ma la mente ci riporta subito ai tragici fatti di Bruxelles, Berlino e Nizza….Il terrorismo ci riguarda tutti, sentiamo minacciata la nostra pace e la nostra sicurezza, ma non dobbiamo lasciarsi vincere dal buio della paura. Ed è un appello che rivolgo soprattutto ai giovani, come i 300 studenti degli Istituti scolastici superiori della Provincia che l’altro ieri hanno partecipato al dialogo su “L’Unione Europea a un bivio” organizzato da APICE nel quadro del progetto PACE (Partecipazione Attiva alla Cittadinanza Europea), promosso dalla Fondazione Crc, un segnale di partecipazione importante che ci fa ben sperare per il futuro di questa istituzione che ha bisogno di essere rilanciata e ringiovanita.La paura da sempre è un sistema attraverso il quale qualcuno ha provato a governare la società, è un sentimento umano, anzi è connaturata al nostro essere umani. Ma non dobbiamo cadere nel tranello di chi la usa per spegnere la luce della speranza perché la paura è anche l’impulso che segna il discrimine tra essere incoscienti e quindi non percepirne la portata ed essere destinati a vita breve ed essere coraggiosi, vale a dire cioè a cogliere la portata della paura, definirne i contorni, valutare pro e contro e poi proseguire.Da qui dobbiamo ripartire e per farlo è necessario che tutti noi, cittadini e amministratori, esercitiamo il nostro dovere di partecipazione attiva. Oggi c’è chi spiega che la politica non serve, ecco chi dice questo ci sta fregando. Ricordiamoci infatti che è attraverso la politica che è nata l’Europa. All’uscita dal buio ventennio fascista grandi personaggi come De Gasperi, Adenauer, Schuman e Spinelli hanno saputo cogliere il terrore che la guerra aveva seminato e l’hanno trasformato in un ripudio di tutti i conflitti e nella ricerca di un nuovo incontro tra i popoli.Parlare di incontri oggi vuol dire inevitabilmente scontrarsi con uno dei problemi più rilevanti che l’Europa si trova ad affrontare: la gestione dei flussi migratori. Fuggire dalla fame e dalla guerra è quanto di più naturalmente umano ci sia, ma anche i timori e dubbi sono leciti. Dobbiamo però farci anche una domanda: come riuscire a trasformare il fenomeno in un’opportunità?Se analizziamo la piramide demografica del nostro paese vediamo che non si tratta più di una piramide, ma di una specie di ananas, abbiamo infatti pochi giovani e tanti pensionati. Innestare nuovi giovani ci serve per sostenere il nostro sistema economico, ma per farlo è necessario mettere mano a politiche mirate all’accoglienza e alla solidarietà che allo stesso tempo però assicurino il rispetto delle regole etiche e culturali, perché sono le regole che difendono il debole dalle angherie del forte.

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