Onore e disciplina

dicembre 9, 2014

Il 28 novembre, mentre tornavo da un incontro, mi è capitato di leggere un articolo de “il Giornale” intitolato, “così parlò il dice, pardon Matteo”.

Il motivo del contendere, direbbe un mio amico avvocato, sono le parole pronunciate dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, all’apertura dell’anno accademico della guardia di finanza:
“E’ convinzione di tutti noi che solo attraverso l’adempimento con onore e disciplina di tutti, da chi ricopre incarichi di governo al cittadino, riusciremo a cambiare questo Paese”
Chissà perché, mi sono domandato, chi parla di onore e disciplina nel compiere il suo dovere di amministratore pubblico, diventa automaticamente un dittatore, un piccolo Dux? Forse è colpa dei cosiddetti linguaggi politici, in cui parole come onore e disciplina, negli anni, hanno finito per diventare “proprietà” di una certa parte politica.
Chissà perché, a me personalmente, le parole del presidente del consiglio, hanno fatto venire in mente l’articolo 54 della costituzione italiana:

“Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.”

Sorrido. A volte la memoria fa strani scherzi

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