CARO POLITICO, LE RACCONTO UNA FAVOLA: QUELLA DEI FALSI INVALIDI, CHE, COME LA STREGA DI BIANCANEVE… NON ESISTONO!

novembre 9, 2011

Ill.mo Presidente, Ministro, Onorevole, Assessore, Consigliere, Sindaco, segretario di partito etc etc
Le scrivo nella mia qualità di essere umano e cittadino di uno Stato che alla base del suo ordinamento ha una Costituzione, per ottenere la quale molte persone hanno dato la vita, poiché ritengo importante portare alla Sua conoscenza, lo stato di forte disagio e la grande preoccupazione che sto vivendo a causa di alcuni messaggi che giungono dalla politica.
Temo che si voglia costruire un paese dove non c’è posto per chi è più debole, nel quale chi ha una disabilità perde il rango di cittadino e diventa un “soggetto autenticamente bisognoso” destinatario di assistenza in forma caritatevole.  Non ho usato a caso la locuzione “soggetto autenticamente bisognoso”, l’ho mutuata dal ddl A.C. 4566 art. 10, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, presso le commissioni Finanze ed Affari Sociali.
Non riesco a tacere dinnanzi ad un progetto di legge nel quale, per esigenze di bilancio, Lei smantella o Lei tace davanti a chi vuole smantellare, con effetti disastrosi, il principio costituzionale secondo cui tutti i cittadini devono avere pari dignità e pari opportunità, principio questo che è la base fondante di tutte le politiche per l’integrazione delle persone con disabilità, dimenticando che una delle motivazioni forti che hanno spinto l’essere umano individuo, a diventare essere umano all’interno di una società, è stata la pulsione a difendere le persone più deboli ed indifese.
Non posso neppure tacere dinnanzi ad un atteggiamento serpeggiante e tristemente di casa nelle argomentazioni di certi politici, che si fanno scudo della favola dei falsi invalidi per aggredire chi invalido o disabile lo è davvero. Anche la parola “favola”, a proposito dei falsi invalidi, non è casuale, perché, Presidente etc etc, deve essere chiaro a tutti che i falsi invalidi non esistono: esistono semmai delle false attestazioni di invalidità ed è inaccettabile che si proceda alla “disintegrazione” sociale di tutti, a causa delle colpe di pochi, per altro facenti parte di un sistema, ben presidiato da molti Suoi colleghi, che li ha generati e protetti e da sempre è stato contrastato e denunciato da chi l’attestazione di disabilità ce l’ha a buon titolo…
Ritengo importante  che si soffermi un momento su queste mie parole, dal momento che oggi Le si para davanti un’occasione irripetibile: è finita un’epoca. Lei ha la possibilità di tornare a fare Politica e, solo Lei attraverso il suo impegno, può pennellare un po’ di colore sul quadro a tinte fosche che pocanzi le ho delineato.
Presidente etc etc,  chi ha una disabilità non vive fuori dal mondo: sa bene che si sta affrontando una crisi economica che ha pochi precedenti nella storia. Lo sa bene proprio perché questa crisi la vive sulla sua pelle ogni giorno esattamente come (forse) Lei e come tutti i cittadini: semplicemente non è giusto che chi è più debole si veda presentare il conto due volte, una come cittadino ed una come, appunto, disabile.
Le scrivo pertanto affinchè da Lei, anche con la forza ed il prestigio del Suo ruolo istituzionale, oltre che dall’organo esecutivo o rappresentativo che Lei presiede o del quale fa parte, arrivi un segnale chiaro nel quale si affermi l’assoluta ed urgente necessità per tutte le Istituzioni, di tornare sul percorso tracciato dai Padri Costituenti, i quali hanno progettato “uno stato per tutti”, il cui compito, tra gli altri, è rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.
Certo che non lascerà cadere nel vuoto questo mio appello, disponibile a fornirLe tutti i chiarimenti che riterrà opportuni, la saluto cordialmente.
Con stima
Federico Borgna

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