L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA DEMAGOGICA FONDATA SUL LAVORO, DEGLI ADDETTI STAMPA

agosto 19, 2011
Mi sta diventando quasi insopportabile l’atmosfera che si respira in questi giorni di canicola agostana, non tanto per la temperatura quanto per il desolante spettacolo che ci stan fornendo tutti insieme quelli che si sono autoproclamati e, come tali si stanno auto conservando, classe dirigente nel nostro paese. Classe dirigente a tutti i livelli, non solo la mai abbastanza vituperata casta politica (alla quale immodestamente, nel mio piccolo, appartengo), ma pure quella informativa, sociale, amministrativa, religiosa e a tratti pure quella civile.
Non credo si tratti di sindrome da accerchiamento, mi pare più una sorta di saturazione alla demagogia delle soluzioni che ci vengono prospettate ed al moto patriottico che anima ognuno di noi, in base al quale tutti devono pagare, però iniziamo dal mio vicino che non ha mai pagato.  Ed allora va benissimo ridurre le province, perché non servono a nulla e drenano un sacco di risorse pubbliche, però non bisogna cancellarle tutte, perché alcune sono più inutili delle altre: quindi quelle che sono sopra i 300000 abitanti, oppure sotto questa fatidica soglia, però hanno un’altezza media tra 215 e 316 metri ed i loro abitanti si chiamano in maggioranza Giuliano o simili non le cancelliamo. Idem per i comuni sotto i mille abitanti, che però se sono amministrati da un sindaco che si chiama Filippo o simili non vanno accorpati e se dicono pugno entro 5 minuti dalla promulgazione del decreto legge si possono accorpare solo con altri comuni che però devono iniziare con la lettera “k”. E se devo scegliere tra salvare i pensionati ed i comuni, beh, non ho dubbi salvo i pensionati…. Ma da cosa li dovrei salvare? Va beh, inizio a salvarli e poi vediamo. Intanto taglio 50000 poltrone, che non so bene che risparmio mi possa portare perché 45000 su 50000 sono gratuite e 5000 tutte insieme costano come un paio di poltroni. Ecco, forse che nell’eccesso di necessità ed urgenza dal quale è scaturita la manovra bis ci sia stato un refuso e le 50000 poltrone fossero in realtà 50000 poltroni? Poltroni della più ampia specie, dai parlamentari che fan poco (ammesso e non concesso che esistano, si fa per dire), ai ministri immagine, ai consiglieri regionali, provinciali, comunali, circoscrizionali che fingono di far qualcosa. Perché poi non i sindacalisti dei lavoratori e dei datori di lavoro che non fan bene il loro lavoro ed i giornalisti,, i funzionari pubblici, i pubblici dipendenti, i professionisti, i lobbisti, i banchieri ed i bancari, gli artigiani, gli operai, gli impiegati, gli insegnanti e gli studenti, i preti i vescovi, i disoccupati che non fanno nel modo migliore quello che spetterebbe loro fare? Demagogia, questa la soluzione: molto meglio lisciare il pelo all’interlocutore di turno, che affrontare il problema caricandoci il mal di pancia che ci arriverebbe dalla revisione di 65 anni di problemi nascosti sotto il tappeto e mai affrontati, perché in fondo, l’importante non è quello che fai, ma come comunichi. E non ho dimenticato il pronome.

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