TUTTI IN CARROZZA, IL TRENO RIPARTE!

aprile 23, 2010
Avevo preannunciato un post sulla “speranza”… e come promesso eccomi! Vorrei partire dalle regole della comunicazione, non perché voglia prenderla alla larga solo per riempire di righe il pezzo, ma perché dalle reglole della comunicazione parte il mio percorso mentale.
Per lavoro prima e per politica poi, mi sono confrontato con la comunicazione: per convincere una persona della bontà delle tue idee (o dei tuoi prodotti) devi interagire con lei, parlare e quindi comunicare. La prima cosa che insegnano i guru è che devi parlare al noto delle persone, capisci chi hai davanti e poi veicola il tuo messaggio facendo in modo che il tuo interlocutore trovi la chiave di quel che gli vuoi dire tra le cose che già conosce, fagli tanti esempi calati nel suo mondo, nella sua realtà quotidiana: questo non vuol dire intortare la gente, ma semplicemente rendere più agevole la veicolazione di nuove idee e concetti.
Tutto sto po’ di preambolo mi serve per dire che la comunicazione politica generalizzata, fatta cioè attraverso i mass media, non potendo sapere chi sia realmente l’interlocutore, deve orientarsi verso un modello… il dato sorprendente è che l’ascoltatore medio, verso il quale è rivolto e quindi tarato il messaggio è: UN RAGAZZINO DI 12/13 ANNI (E NEPPURE TROPPO SVEGLIO ndr considerazione fatta da un politico nazionale non ricordo bene in che situazione, ma reale, giuro!).
Il che significa che quando si prepara un messaggio di natura politica, lo si cuce su misura di un uditore medio (mediocre direi) con un livello di conoscenza ed esperienza piuttosto basso, non me ne vogliano i pochi/pochissimi teen ager che leggono questo blog.
Ora immagino che vi starete chiedendo dove stia la speranza in tutto ciò….
Durante questa campagna elettorale ho scoperto una cosa molto molto molto interessante: è vero forse che la media delle persone è simile a quella ipotizzata dal campione astratto di cui ho parlato prima, ma, nella realtà, si arriva a quel risultato perché c’è la metà delle persone che è decisamente sopra quella media e l’altra metà che eè decisamente sotto! E tutto questo, sia ben chiaro, al di là di ogni possibile orientamento politico o astio post elettorale. Specifico meglio: ci sono tante persone che sono sinceramente curiose, interessate alla politica nel senso di gestione della polis, sinceramente orientati all’analisi ed alla soluzione dei problemi. Il punto è, però, che moltissime di queste persone non si sentono rappresentate dalla politica, non ci sono messaggi veicolati sul loro target e quindi, mancando comunicazione, viene meno il legame tra loro ed il voto e quindi si genera astensione.
Ai posteri l’ardua sentenza? No, direi. A noi tracciare il percorso del nostro futuro, anche politico: diamoci da fare, perché c’è spazio e pure tanto!! Ricominciamo a parlare di progetti e di programmi, ma soprattutto stiamo vicini, “qualsiasi cosa esca da quella porta stiamo vicini…. Ed al mio via, scateniamo l’inferno!” (Il gladiatore…. Va beh, ognuno ha i suoi riferimenti culturali…) (ed il “via” è mio… solo per licenza cinematografica! Sia ben chiaro!)

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